Vite sospese

Teatro reportage dei rifugiati politici Prima nazionale

Festival Filosofia

Con: Nor Mohamed Jamshidi (Afganistan), Ridvan Ozmen (Kurdistan), Annet Henneman e Gianni Calastri e studenti dell’Accademia di Teatro Reportage


Musiche: brani popolari da Iran e Pakistan


Regia: Annet Henneman





Lo spettacolo racconta, con le voci dei protagonisti, le vere storie di chi, in fuga dal proprio paese, studia o ha studiato all’Accademia di Teatro “Reportage” per rifugiati e richiedenti asilo di Volterra, presentando così un mosaico colorato di racconti vissuti, leggi e regole non adeguate, musiche lontane, sofferenze e ricordi di felicità, di un passato cancellato dalla guerra e dalla distruzione: sono le storie di persone che aspettano per anni, senza futuro, senza garanzie e senza diritti. Tra questi, la storia di un ragazzo afgano da quando, a 10 anni, perde tutta la famiglia, fino a quando, a 18 anni, dopo aver attraversato Iran, Turchia e Grecia, arriva a Roma, e la vita di una donna nelle carceri iraniane dopo l’ascesa al potere di Khomeini.





L’Accademia di Teatro “Reportage”, nata nella primavera del 2002, organizza attività didattica e artistica per rifugiati e richiedenti asilo di tutto il mondo, nell’ultimo anno da Afganistan, Congo, Togo, Kurdistan turco e iracheno, Mauritania, Sudan, Palestina.


L’Accademia è un progetto pilota che ha ottenuto riconoscimenti crescenti a livello nazionale e internazionale, concretizzatosi nell’invito a fare parte, assieme a Medici Senza Frontiere, Padri Comboniani, ICS e altri, di un gruppo di lavoro della Commissione Diritti Umani del Senato italiano per la preparazione di un libro bianco sui CPTA (Centri di Permanenza Temporanea e Accoglienza). L’Hidden Theatre, inoltre, è partner del progetto europeo Equal/Integ.r.a per l’integrazione dei richiedenti asilo e rifugiati.



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